I droni alla ricerca degli italiani rapiti in Libia

I droni alla ricerca degli italiani rapiti in Libia

Anche in questa occasione i droni verranno impiegati per compiere operazioni di ricerca e salvataggio. Oggi, vogliamo parlarvi delle operazioni di ricerca che si svolgeranno in Libia, nei quali i droni saranno alla ricerca di Danilo Calonego e Bruno Cacace, rapiti in Libia il 19 Settembre scorso. Nel caso in cui si decidesse di avviare un’operazione di questo tipo, i droni decollerebbero da Madame, un deserto nei pressi della Nigeria che da circa un anno è diventata una base operativa francese. La vicinanza di Madame alla frontiera Libica è di circa 100 km ed a difenderla ci sono più di 200 soldati dell’Armée parigino, affiancati da veicoli militari e droni. Ed è proprio a loro che l’iItalia potrebbe chiedere aiuto per la ricerca di Calonego e Cacace.
Anche se non è stato ancora reso noto il motivo del loro sequestro, le ricerche continuano ininterrottamente.
Paolo Gentiloni, il nostro ministro degli esteri, non ha smentito né confermato le dichiarazioni del generale Haftar, il quale sosteneva che la firma del sequestro fosse di al Qaeda. L’ipotesi al momento è stata respinta, conferma il nostro presidente della commissione del senato.

Ma ci sono delle novità…

Però nel frattempo secondo alcune notizie pubblicate sul sito “al Wasat“, il gruppo di investigatori Italiani arrivati a Ghat per iniziare la ricerca sul posto, ha già abbandonato la città perché i mezzi a loro disposizione non erano abbastanza ed era impossibile quindi condurre delle indagini a fondo. Non è la prima volta che i droni vengono impiegati per la ricerca di persone di cui si sono perse le tracce. Infatti, anche nell’articolo che abbiamo dedicato ai dispersi del terremoto di Amatrice, i droni sono stati molto utili per la supervisione delle zone pericolose e pericolanti ma soprattutto, hanno fornito ai mezzi di soccorso una visione dall’alto che gli permetteva di muoversi con criterio evitando ulteriori incidenti.