Com’è fatto un drone?

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Com’è fatto un drone?

Principianti e non, sono poche le persone che sono a conoscenza di com’è fatto veramente un drone.

L’articolo di oggi è dedicato a tutti gli appassionati che sono curiosi di capire, cosa hanno tra le mani, ancor prima di iniziare a pilotare il drone nello spazio aereo.

Eliche

A primo impatto la caratteristica che desta maggior interesse, o per lo mano, la caratteristica che salta subito all’occhio sono le eliche.

Le eliche infatti sono ciò che caratterizza di più il drone, parliamoci chiaro, il drone, senza le eliche, non si eleverebbe.

Le eliche più comuni possono essere costituite da due pale solitamente (anche tre) il quale diametro varia spesso e dipende dal peso che deve sollevare. Il passo è una delle caratteristiche delle eliche da non sottovalutare, perché stabilisce qual è la quantità d’aria che le eliche riescono ad avvitare per elevarsi. Ma non solo, in base al peso dipende avviene la scelta della fattura del materiale delle eliche. Infatti, solitamente le eliche utilizzate possono essere di plastica o di carbonio.

Il telaio

Il telaio del drone è la struttura che lo tiene intatto, in piedi, senza la quale è impossibile che il drone si elevi.

Solitamente la struttura del telaio dovrebbe essere solida e resistente, non a caso, se il prezzo del drone è leggermente più alto, è dovuto anche alla fattura dei materiali del telaio.

E’ molto importante che, prima d’acquistare un drone, vi venga concessa l’opportunità di provarlo in modo tale che potete tastare con mano se si tratta di un buon drone, con un bel telaio resistente o di uno di quei droni commerciali con un telaio “inesistente” e leggero che non può garantirvi né un volo sicuro né la sicurezza di poter effettuare più di un volo con quel drone.

Anche perché, se siete inesperti e state imparando, dovete sapere che il telaio è una delle prime parti del drone che impatta al suolo, di conseguenza se è troppo leggero e fragile, rischia di rompersi alla prima caduta.

Il motore

Il motore del drone è una delle parti più importanti perché, grazie al motore le eliche riesco a far sollevare tutto il peso dei vostri droni.

Solitamente i motori dei vostri apr sono brushless, ciò significa senza spazzole e sono in grado di produrre una coppia motrice che riesce a far innalzare il vostro drone da terra in modo molto rapido.

La maggior parte dei motori per i droni che viene usata, riguarda motori elettrici e la loro efficienza si misura in KV, ovvero i giri che è in grado compiere con un solo volt.

La batteria

Dopo anni e anni di esperimenti che promettevano al durata massima di un drone pari a 10 minuti, abbiamo fatto progressi, tanto che al giorno d’oggi ci sono droni che riescono a durare anche 30 minuti.

La batteria è la parte fondamentale del drone, perché alimenta tutto, partendo dal motore, come se fosse una vera e propria automobile.

Le batterie più comuni che vengono utilizzate per i droni commerciali sono Lipo da 3.7V di solito.

Le batterie più comuni che vengono utilizzate per i droni professionali invece sono a litio e sono in grado di assicurare un’autonomia del drone molto più duratura (28 o 30 minuti).

La capacità della batterie per droni, come tutti ben sapete, si misura in mAh, più grande sarà il numero di mAh, più la batteria durerà. Per cui, quando comprate un drone, controllate questo importante valore, almeno per non rischiare di iniziare a pilotare un drone ed essere costretti dopo 5 minuti a farlo riatterrare a causa della batteria già scarica.

La CPU

Cos’è la cpu? La CPU come per i computer, è la scheda madre che è in grado di gestire ogni movimento del drone e tutte le procedure interne e di volo.

Grazie alla CPU il drone è come se avesse “un cervello” che è in grado di dargli comandi.

Al suo interno, si trovano anche tutti i sensori per un volo del tutto sicuro come:

  • il giroscopio;
  • l’accelerometro;
  • la bussola;
  • il gps;
  • il barometro.

Ma non solo, i sensori che possono far parte della CPU sono davvero molti, in base a quanto è professionale il drone, qui dentro, possiamo trovarci davvero di tutto. Ovviamente se si tratta di un drone per principianti, la CPU sarà molto semplice e pratica.

Radiocomando

Il radiocomando è un’altra caratteristica necessaria e sufficiente affinché il nostro drone possa essere pilotato ovunque noi vogliamo. Parliamoci chiaro, senza radiocomando non potremmo avere il pieno controllo del drone. Anche se, al momento, avrete sicuramente saputo che è possibile pilotare ogni drone anche attraverso il nostro smartphone o tablet, il radiocomando rimanere il modo più sicuro e professionale per pilotare un drone.

I DJI, primi fra tutti, offrono la possibilità di pilotare i propri droni attraverso smartphone e tablet, grazie ad una applicazione che collega il drone direttamente al nostro dispositivo.

Conclusioni

Adesso che sapete com’è fatto un drone e tutte le parti integranti essenziali e non integranti (come il radiocomando) che lo compongono, avrete sicuramente sfatato ogni vostro dubbio e curiosità che fino ad ora era rimasta tale.

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